Pubblicato in: Momento Profondo

Cunctator

fabio
Quinto Fabio Massimo Verrucoso, alias “cunctator” (temporeggiatore), perché puntò ad arginare l’esercito di Annibale invece di attaccarlo durante la Seconda Guerra Punica.

Una legge non scritta, che è l’inno di noi procrastinatori seriali, dice: “niente ti rende più produttivo quanto l’ultimo minuto”. Apriamo un attimo una parentesi sul Procrastinatore, questo essere controverso che al Risoluto non va molto a genio e si divide in due sottospecie: il Pavido e l’Attendista. Il primo si blocca, diventa di pietra dinanzi ad una decisione da prendere o anche solo un messaggio più impegnativo a cui rispondere, si prende del tempo per cercare di smaltire il peso che sente crescere nel petto, ma quando si deciderà ad agire, sarà molto spesso troppo tardi. Pensa con una punta d’invidia al Risoluto, colui che riesce, anche nelle difficoltà, a restare concentrato e “portare a casa il risultato”. L’altro, l’Attendista, è lì che aspetta che la vita svolti da sola per buttarsi sull’occasione migliore che gli viene offerta dall’Universo. Di solito l’Attendista è un maledetto fortunato, la Dea Bendata lo ama e non si sa bene il motivo, forse perché l’amore è cieco e Fortuna non è che ci veda poi tanto bene. Però anche lei ha bisogno di un po’ di tempo per fabbricare l’occasione giusta per il suo protetto. Protetto che, nell’attesa del famoso “treno che passa una volta sola”, nella Stazione Della Vita passa il tempo ad invidiare l’Arrivato, accusato di fortuna sfacciata, ma spesso solo un Risoluto mascherato. Insomma, se sei un Risoluto, abituati ad avere tanti occhi puntati addosso. Io non sono mai stato risoluto, infatti lo pseudonimo “franco di cerimonie”, che in dialetto si riferisce ad una persona schietta, senza peli sulla lingua, l’ho scelto per giocare con il mio nome di battesimo ed è volutamente ironico. Tutto ciò per arrivare a dire che il Procrastinatore, soprattutto il Pavido, può cercare di cambiare, ma deve intraprendere un percorso difficile contro se stesso e le sue paure. Io lo sto facendo: per me “il treno ha fischiato”, per citare la novella di Pirandello, meno di un mese fa, quando mi sono accorto di stare andando lentamente, ma inesorabilmente, alla deriva. In questi giorni frenetici non mi sto fermando un attimo, ho aperto questo blog e pure un altro per allenare la mente, la capacità di scrittura e conoscere persone per aprirmi al confronto. Non passa giorno in cui non cerchi qualcosa da fare, ho mandato curricula un po’ dappertutto, mi tengo aggiornato e a breve farò una cosa che mai avrei pensato di riuscire a fare (in verità lo penso ancora, ma per impormi di farla ho già preso l’impegno così non potrò tirarmi indietro): un book fotografico. Ma come è possibile, direte voi, sei un attore ed hai paura dell’obiettivo di una fotocamera? Eh, sì, mettetemi di fronte a un obiettivo e scatenerete in me il panico! Ma i progressi in questo periodo sono evidenti, l’altro giorno ho addirittura preso una decisione importante in meno di dieci minuti! Un record, signori. Insomma, questa presa di coscienza sarà stata senza dubbio dettata dalla forza della disperazione, ma funziona. La strada verso la casta dei Risoluti continua, sarà lunga ma porterà delle soddisfazioni.

Autore:

Francesco, 25 anni, napoletano di provincia. Attore, appassionato di auto, scrittura, musica e cultore del cibo come mezzo per curare animi feriti.

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